Osimo

osimoConero mare , Arroccata su un poggio a 265 m slm, immersa  nella  ridente  campagna marchigiana, si estende la città di Osimo, vicinissima al Conero e a soli 70 km dai monti Sibillini. La sua forma ricorda l’impronta d’un gigantesco piede sinistro, quasi a voler simboleggiare le tracce delle popolazioni antichissime che  si  sono succedute sul suo territorio. Infatti, come si evince dal vecchio appellativo di Vetus Auximum, il luogo vanta una storia millenaria, che addirittura risale alla preistoria. Da allora tanti saranno i popoli ad  alternarsi sull’altura, dai Piceni ai Greco-Siculi, dai Celti ai Romani. Proprio  questi, a partire dal III sec. a.C., la eleveranno alle sue glorie maggiori rendendola dapprima municipium e poi colonia, e successivamente dotandola di quelle mura possenti (174-175 a.C.) che le varranno la nomea di città impenetrabile. Tra gli scenari principi della  guerra gotico-bizantina, come testimoniano gli scritti di Procopio  da  Cesarea, Osimo è anche protagonista nella diffusione  della religione cristiana, in quanto nel 304 vedrà sacrificarsi i primi martiri.
Libero Comune  in età medievale, la città passerà alternativamente sotto il governo dei vari Signori, per poi rimanere, salvo brevi interruzioni, sotto il Dominio della Chiesa fino all’Unità d’Italia. L’itinerario della fede nella città dei “senza testa”  ha inizio dalla Chiesa  di San Marco Evangelista, pronta ad accogliere il visitatore che accede alla città da Porta Vaccaro, sua entrata orientale. Ex complesso  conventuale di monache agostiniane edificato agli inizi del XIV  sec., fu poi modificato nel corso del XV sec. dai frati domenicani. Il fastoso  interno barocco a navata singola custodisce una solenne pala d’altare raffigurante la Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina da Siena del Guercino.
Proseguendo verso la Piazza del Comune, l’antico foro di epoca romana, si può ammirare la Basilica-Santuario di San Giuseppe da Copertino. La Chiesa, inizialmente dedicata a San Francesco d’Assisi e costruita a soli otto anni dalla sua  morte, ha conservato solo esternamente l’austera semplicità dell’originario stile romanico, per trasformarsi invece profondamente a partire dalla seconda metà del XVIII sec., in occasione della canonizzazione di Frate Giuseppe. Ora a navata unica, essa conserva una mirabile Madonna col Bambino e Santi di Solario (1503)ma è meta di pellegrinaggio dei devoti al santo dei voli – sono visitabili le stanzette in cui egli trascorse gli ultimi anni della sua vita – le cui reliquie sono custodite nella Cripta.
Altro percorso ricco di fascino e di suggestione  è quello che si snoda  a partire dai sotterranei del refettorio del convento ad essa annesso, penetrando le Grotte del Cantinone, un ampio camminamento ipogeo scavato nell’arenaria e ricco di importanti bassorilievi di carattere religioso.
Dirigendosi verso il punto più alto della città, quel colle Gomero dove sorse il primissimo insediamento osimano, si resta estasiati alla visione della  Piazzetta del Duomo e degli edifici che armoniosamente vi si affacciano. Tra questi spicca la splendida Cattedrale di San Leopardo, uno dei più begli esempi di architettura romanico-gotica della regione. Il primitivo complesso, corrispondente più o meno alla navata centrale, venne costruito nel VIII sec. sull’area di una preesistente chiesa fatta edificare da San Leopardo, primo vescovo di Osimo.
L’esterno è arricchito dal grande rosone, dai pregevoli portali in pietra e da una antica lunetta raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi e gli Apostoli. L’interno a tre navate, spazioso e austero, invita il visitatore alla contemplazione e alla preghiera. La Cripta, costruita nel 1191 da Mastro Filippo, rappresenta un ulteriore capolavoro e in essa, custoditi in sarcofagi di marmo magistralmente decorati, riposano i resti degli antichi martiri e santi della città. Adiacente alla Cattedrale, si trovano poi il Battistero, con la pregevole Fonte Battesimale in bronzo creata dai fratelli Jacometti nella prima metà del XVII sec., e il Museo Diocesano, che racchiude dipinti e sculture, paramenti sacri e reliquiari. Tra gli ultimi riveste notevole importanza quello della Santa Croce del Bernini, che secondo la tradizione conterrebbe una scheggia della Croce del Signore.